28 marzo 2012

Rashomon (羅生門)


Rashomon (in giapponese 羅生門) è un film del 1950 di Akira Kurosawa che ha lanciato l'attore Toshiro Mifune sul panorama internazionale. 
Il film si basa su un libro di racconti scritto da Ryunosuke Akutagawa ma è stato un po' allungato perché in fase di produzione il film fu ritenuto troppo corto. 
Questo film fu sempre osteggiato dai capi della casa di produzione Daiei che non lo ritenevano abbastanza buono, forse perché non avevano ancora compreso la poetica di Kurosawa. Grazie ad un espediente fu mandato in Italia dove vinse il leone d'oro a Venezia come miglior film. Toshiro Mifune fu apprezzato per la sua bravura nel recitare ed il regista ottenne un successo mondiale insperato in patria. 
Il film narra la storia di due viandanti e di un bandito che s'incontrano in un bosco vicino Nara, da quattro punti di vista diversi, uno veritiero e tre soggettivi. (Il film è infatti parabola della relatività della verità)
La poetica di Kurosawa vuole rispecchiare durante la durata di tutto il film la situazione tumultuosa dell'epoca per poi chiudere con un finale che infonde fiducia e speranza. 
Personalmente questo film mi è piaciuto molto, solo a tratti mi è sembrato un po' lento, ma questi sono gusti, e poi sono stata impressionata dall'interpretazione di Mifune, al quale fortunatamente, nulla toglieva il doppiaggio italiano!

Voto: 5/5
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I racconti della luna pallida d'agosto (雨月物語)


I racconti della luna pallida d'agosto (in giapponese 雨月物語) è un film del 1953, diretto da Kenji Mizoguchi, che si rifà a due storie contenute nel libro omonimo di Ueda Akinari.
Il film è stato uno dei primi ad arrivare sul panorama europeo e a vincere il leone d'argento a Venezia come miglio film straniero. 
Il film è bellissimo, non solo perché le storie narrate hanno una loro dimensione fantastica ed affascinante, ma perché tutto è riprodotto in modo molto accurato. Dalle ambientazioni, ai costumi e dalle musiche ai dialoghi sembra proprio di essere catapultati in quel mondo un po' vero, un po' fantastico descritto dall'autore delle storie. E' insomma, un film da vedere assolutamente.


Voto: 5/5


Questo libro contiene nove storie di fantasmi e demoni, che sono elementi fondamentali della cultura giapponese, raccontate per esprimere quello che l'autore chiamava "mondo fluttuante".
Il titolo ci è giustificato proprio dall'autore, Ueda Akinari, nell'introduzione all'opera egli dice, infatti: "In una notte della tarda primavera, [...], finisco di scrivere quest'opera accanto alla mia finestra, mente, cessata la pioggia, è apparsa la luna appena velata; perciò nell'affidarla al tipografo, la intitolo Racconti di pioggia e di luna.".
Anche se prende spunto da alcune storie cinesi, queste vengono modificate ed adattate alla cultura giapponese, tra cui ricordiamo "La casa tra gli sterpi" narrata parzialmente e con mix ad altre storie nel film su citato.
Una bellissima storia, invece, che narra il più grande amore verso i fratelli e l'onore di un samurai nel mantenere la parola data è "L'appuntamento dei crisantemi", una storia davvero bella e commovente.

Voto: 5/5
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25 marzo 2012

140° anniversario Shiseido


La casa di cosmetici Shiseido compire 140 anni e festeggia il suo anniversario ricordando le vittime delle tre calamità avvenute in Giappone l'11 marzo 2011. 
Come molte aziende, anche la Shiseido ha subito le conseguenze negative di quel nefasto giorno, ed oggi, ad un anno dalla strage vuole ringraziare il sostegno ottenuto dal popolo italiano in questo frangente. 
Per questo è stato affisso nel centro di Milano un manifesto che reca la scritta grazie in italiano ed in giapponese. Il manifesto è stato realizzato con un'insieme di labbra che sono fotografate nell'atto di pronunciare la parola 
"ありがとう".

"I giapponesi sono un popolo forte che ha voluto e saputo rialzarsi passo dopo passo e che oggi guarda al futuro con speranza" commenta Yoshinori Makino, presidente della Shiseido Italia, "Questa forza è stata alimentata giorno per giorno da un enorme e constante coro di solidarietà mondiale. Un'energia costituita da preghiere, gesti, azioni, da tutte le genti del mondo, tra cui voi italiano, meraviglioso popolo dal cuore grande e generoso. A voi, donne e uomini d'Italia, rivolgiamo la nostra profonda gratitudine. A voi italiane ed italiani dedichiamo con riconoscenza questo nostro grande Grazie!"
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3 marzo 2012

Il libro segreto di Shakespeare


Il libro segreto di Shakespeare è un thriller di John Underwood (pseudonimo di Gene Ayres mutuato da uno degli attori della compagnia di Shakespeare) che vuole smascherare un segreto mantenuto per secoli e dare il giusto valore e la giusta fama al vero autore delle opere del "bardo".
La trama di questo libro mi ha indotta a leggerlo e devo dire che i primi capitoli si sono fatti divorare. Un po' perché la storia si faceva avvincente, un po' perché il ritmo era molto veloce e mi è sembrato un buon libro. Ma la delusione arriva a metà e alla fine...il ritmo cambia come se l'autore si fosse "scocciato" di scrivere e si limitasse a descrivere gli avvenimenti che portano alla fine del libro. Il sospetto che le opere di Shakespeare fossero state scritte da un altro non è un soggetto nuovo di questo libro ma questo libro ha saputo descrivere bene l'intrigo perdendosi però sul finale...tutte le scoperte dei due protagonisti non vengono rivelate a causa di una multinazionale e dei danni economici che possono arrecare. Forse chiedevo troppo ma avrei voluto anche un libro "morale", nel senso che, se l'autore si è gettato in questa dimostrazione perché alla fine ha fatto tirare indietro i suoi personaggi e non gli ha fatto rivelare la verità? Certo nel mondo reale quella sarebbe stata la più giusta conclusione, ma perché dobbiamo essere condizionati dai valori economici e commerciali di questo tempo anche nei romanzi??? 
Da un libro avvincente all'inizio è diventato statico e a tratti noioso alla fine...non so se sia davvero valsa la pena leggerlo...forse le uniche cose che mi ha lasciato sono la conoscenza di alcune opere della letteratura, come quelle di Marlowe e  Mark Twain, di cui non ero a conoscenza...come si suol dire, non si smette mai di imparare!

Curiosità: dal libro è stato tratto un film, o meglio il film si è ispirato alla storia trattata nella libro riuscendo a renderla meglio. 
Il film è interamente ambientato nel passato e sebbene non apprezzi certi "colpi di scena" (come l'incesto della regina) devo dire che tratta il problema della paternità delle opere di Shakespeare in modo molto più lineare e coerente rispetto al libro. 
L'idea di attribuire le opere al conte Edward de Vere è però un tema già discusso da J. Thomas Looney nell'opera Shakespeare identified, ma non solo egli si è dedicato a questo tema nel corso del tempo.
Un tema diffuso, un film coinvolgente ma non imperdibile.

Voto: 3/5
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